21Stadio La Traviata
Una frase musicale diventa facciata
Progetto selezionato / 01
Teatro dell’Ego

Tra l’hangar degli idrovolanti e lo stadio Giuseppe Sinigaglia a Como, Teatro dell’Ego esplora la metafora dell’edificio come persona. Ha confini, una vita interiore e relazioni con la città circostante. Anziché isolarsi, cerca una posizione di interdipendenza nel contesto ereditato.
La cornice centrale si apre verso il teatro, dove i visitatori entrano dal palcoscenico. Chi entra diventa al tempo stesso attore e spettatore, ponendo il sé al centro dell’attenzione. Attorno al centro vuoto, le sei cornici della mente danno forma spaziale a diverse linee di intelligenza; i livelli ascendenti rappresentano il loro sviluppo e la capacità di assumere altre prospettive.
La musica offre una struttura compositiva. La sequenza espositiva, che si restringe e si amplia, trae ispirazione dal Requiem di Verdi, Dies Irae; gli intervalli armonici della Traviata orientano la proposta per la facciata dello stadio. Sono interpretazioni architettoniche della musica e della coscienza, sviluppate nell’ambito della tesi.
Tesi magistrale, Politecnico di Milano. Progettazione e ricerca: Denislav Sokolov (Deniz Atasoy). Guida accademica: Christina Pallini e Derya Erdim.







Disegni architettonici, modelli e visualizzazioni rappresentano le idee progettuali; lo stato del progetto è indicato separatamente.
La forma segue la musica.
Mentre attraversi lo spazio, il corridoio diventa il femminile e tu diventi il maschile.
La luce invisibile è nascosta in d-archness, che l’ego non cerca.